Famiglia Febo, il destino in bottiglia.
L’identità è come un faro lungo il quale si dispiegano generazioni di vite e le loro storie.
È questo che rende unici gli individui ed allo stesso tempo è la caratteristica che racchiude alcuni caratteri trasmessi per familiarità. Questa è la parabola della rinascita che ha come protagonista la cantina Famiglia Febo di Spoltore.
Davide Febo, sostenuto dalla famiglia, è il cuore e le gambe del progetto di rinnovamento dell’azienda familiare, cominciato oltre sessant’anni fa. Nonno Febo era stato agricoltore, come i suoi antenati per generazioni. A metà anni Sessanta decise di riconvertire la sua piccola azienda: piantò i primi 2000 metri di vigna con uve Montepulciano, e dal ‘64-65 iniziò a vinificare.
Cresceva intanto la piccola cantina, in tempi in cui l’imbottigliamento non veniva considerato e la clientela era esclusivamente locale.
Ma il cambiamento correva veloce, e gli affari cominciarono a viaggiare verso il nord attraverso la vendita del vino sfuso. A Chieti, l’altro Nonno era allevatore e faceva il lattaio.
Alcune foto lo ritraggono mentre distribuiva il latte casa per casa, un lavoro duro che consolidò il nucleo dei possedimenti. Con l’avanzare degli anni, convertì i terreni di proprietà dal pascolo alla vigna.
È nel 2018, con il primo imbottigliamento, che nasce ufficialmente la cantina Famiglia Febo.
Davide ha alle spalle studi da giurista d’impresa: ha progettato il rientro in famiglia con il proposito di riavviare l’azienda di famiglia. Il passaggio del testimone è un germoglio coraggioso, figlio di gemme latenti che fioriscono solo a seguito di fenomeni particolari. È la forza della vita, che da tempo immemore connette passato e futuro.


